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(febbraio 05) |
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E' stata confermata anche per il 2006 la campagna di solidarietà chiamata 'Il Giardino della Solidarietà', per le vittime del recente TSUNAMI nel Sud Est asiatico. Dal giorno della sciagura (26 dicembre 2004), sono pervenute all'Anpil molte richieste da parte dei nostri sostenitori per aiutare le popolazioni colpite dal disastro. Prima di attivarci abbiamo però voluto individuare dei referenti locali affidabili e seri con i quali avviare una collaborazione. Siamo ora in contatto con Br. John Fernando (India) e con Br. Henry Dissanayake (Sri Lanka). Si tratta di due Fratelli delle Scuole Cristiane operanti sul territorio. Per nostro conto si sono subito attivati organizzando soccorsi e fornendo ai bambini orfani, o in gravi difficoltà, un riparo e assistenza nelle scuole da loro gestite. Per quanto riguarda l'India stiamo aiutando 2 scuole del distretto di Kanyakumari , nel sud dell'India per un totale di 200 bambini. Per quanto riguarda lo Sri Lanka, Br. Henry ci ha segnalato altri 200 bambini che sono invece provenienti da alcuni villaggi di pescatori, completamente distrutti dalla furia dello Tsunami. Tramite loro abbiamo quindi deciso di sostenere complessivamente 400 bambini ospiti attualmente delle strutture scolastiche gestite dai Fratelli. Il sostegno che è stato avviato è ovviamente collettivo. Una lista con l'elenco dei bambini ci verrà comunicata e tale lista sarà aggiornata annualmente. Laddove è possibile e ci siano le possibilità tecniche, provvederemo per far pervenire in Italia le foto di gruppo dei bambini aiutati. Ogni bambino adottato rappresenta un 'fiore' del nostro Giardino. Il costo per sostenere 1 bambino è di 50€ all'anno.
Siamo alla ricerca di persone che vogliano darci una mano per sostenere questi bambini e , in particolare di aziende che vogliano 'sponsorizzare ' l'iniziativa di solidarietà. |
Tutto iniziò in un caldo martedì di Agosto quando, nel pomeriggio, un piccolo aereo della South African Airlines atterrò nell’aereoporto di Beira. Una volta aperto il portellone, una brezza tiepida e leggera mi accarezzò il viso ed in quel preciso momento mi resi conto che non si trattava di un sogno, ma di una bella realtà. Dopo solo un paio d’ore, mi ritrovo già nel cortile della scuola Joao XXIII e proprio durante la ricreazione. Che grande emozione vedere tutti quei bambini !. Alcuni giocavano indisturbati, altri correvano, qualche bimbo ballava, ma da subito mi sono sentita osservata dai loro grandi occhi scuri e sorridenti. Da quel preciso momento, ho capito che con loro mi sarei trovata alla grande e che avrei passato 20 giorni in loro compagnia. Il mio compito era quello di aiutare questi bambini a scrivere delle lettere e, ai più piccini, far colorare dei disegni (quelli poi da spedire ai genitori adottivi in Italia). Mi sono sempre chiesta se sarei stata all’altezza di un’esperienza simile e devo ammettere che i piccoli mi hanno fatto sentire subito a mio agio, nonostante, all’inizio, ci fossero dei problemi di comunicazione, considerando che non conoscevo una sola parola in Portoghese. Col passare dei giorni, tutto è diventato più facile. Un pomeriggio,attendevamo i bambini della 1a classe tra i quali c’era anche il bimbo da me adottato: “Ednilson”. Appena ha varcato la soglia ho sentito un gran nodo alla gola ed il cuore a mille. Ecco che la sua semplice foto del Certificato di Adozione inizia a prendere vita in un bellissimo bambino. Al momento, non mi sono presentata come sua madrina, l’ho fatto dopo qualche giorno quando, accompagnato dalla mamma e dalla sorellina, gli ho dato il mio regalo. Quando gli ho detto che ero la sua “Madrinha”, i suoi occhi si sono illuminati accompagnati da un dolcissimo sorriso, senza parlare poi dello sguardo stupito, mentre apriva il suo regalo che, come per magia, sfornava quaderni, penne, matite e giochi. E’ stato un momento di forte emozione ed una cosa è certa: quei grandi occhioni meravigliati rimarranno sempre impressi nella mia mente. Ednilson non è stato il solo a catturare il mio cuore: ogni giorno, durante la ricreazione e prima dell’uscita dalla scuola, giocavo con i bambini. Una piccola della prescolare mi ha letteralmente fatto sciogliere il cuore con la sua dolcezza. Altre ragazzine mi hanno dimostrato un affetto incondizionato e, ovviamente, da me ricambiato. Un pomeriggio, su grande richiesta dell’insegnante, ho trascorso qualche ora nella classe Prescolare dove ci sono i bambini più piccoli (5 anni). Non mi dibattevo molto bene nella loro lingua, ma mi sono preparata delle canzoni (italiane) per bimbi traducendole in portoghese: “A bonita lavandarina” ha riscosso un gran successo!!! Il giorno più triste? Ovviamente l’ultimo … al momento dei saluti. Sapevo già che sarebbe stato difficile salutarli; ma, quando hanno cominciato a portarmi le loro letterine, non sono riuscita a trattenere le lacrime. Sgorgavano a fiumi … le mie lacrime … le loro lacrime. Un momento intenso e pieno di affetto sincero. Questo viaggio in Mozambico è la realizzazione di un sogno che, fino a qualche anno fa, credevo fosse irrealizzabile. Dopo aver adottato Ednilson ho capito che per realizzare questo “sogno” bastava solo volerlo davvero. Io l’ho voluto realizzare e posso dire, con tutta onestà, che è stata una bellissima esperienza e che auguro a tutti di poter fare. Un consiglio a chi vorrà fare la mia stessa esperienza? Una volta arrivati in Mozambico, aprite il cuore … che i bambini lo colmeranno con il loro affetto. Obrigada, amigos !. Eu espero o veja logo!!! Francesca
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Ecco il racconto di Paul e Patrizia, nostri amici e collaboratori, di ritorno dal Paraguay...
Noi, ospiti per un giorno dei bambini della scuola San Isidro Labrador. (clicca qui) |
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