LA
STORIA
1991
Ad Agosto 12 volontari italiani vivono la prima esperienza in
Haiti.
Nascono amicizie fortissime; per alcuni Port de Paix diviene
"casa propria". Si impostano i primi micro-progetti.
1992
1993
Altre due esperienze in Haiti. Complessivamente 25 giovani fanno
parte di questa "grande avventura". Diventa operativo
il gruppo nella nostra realtà di volontariato italiana:
si raccolgono fondi per microprogetti di sostegno alla scuola
ed alle famiglie del quartiere di Fatima, in Port de Paix...
Uno di noi italiani, Alessandro de Marchi, si ferma per l'intero anno a Port de Paix.
nel quartiere di Fatima: vive nella Comunità dei Fratelli
delle Scuole Cristiane ed insegna nella scuola di Fatima.
1994
Colpo di Stato in Haiti. Non siamo potuti andare.
1995
Quarta Spedizione in Haiti. 9 volontari trascorrono l'Agosto all'Ecole
Notre Dame de Fatima organizzando corsi di formazione per educatori
giunti da centri di aggregazione di Port de Paix e città
vicine, nonchè corsi di igiene e sui diritti dei bambini.
La presenza del dottor Marco Murgo, di un'infermiera (Alessia
Viganò) e di una fisioterapista (Giusy Ossoli) consente
interventi medico-sanitari a favore dei bambini e delle loro famiglie.
1996
Per la prima volta partecipa una coppia di genitori: Annamaria
e Vittorio Camurri portano il loro amore di papà e mamma
ai bambini di strada di Port de Paix. I primi volontari sono accolti
nelle case dei bimbi adottati a distanza dalle famiglie italiane:
si vedono i primi frutti del progetto adozioni "Timoun yo"
("bambini" in creolo) e dell'attività delle "Rosettes",
volontarie haitiane,
dei confronti di 90 bambini.
1997
13 volontari "scendono" in Haiti per l'esperienza missionaria
definita, all''unanimità, la più densa. la più
faticosa, ma la più gratificante. Si incominciano a vedere
i frutti pratici della collaborazione ITALIA-HAITI. I bambini
mangiano una volta al giorno, le Rosettes sono sempre più
impegnate nella loro opera sociale e... gli italiani sono trattati
più come fratelli che come amici.
1998
6 volontari rivivono, sulla falsariga della precedente, la settima
esperienza estiva: mentre 4 di loro animano tutti i giorni la massa
dei bambini "adottati a distanza" (divenuti in due anni
150!), 2 badano esclusivamente alla loro parte sanitaria provvedendo
ad accurati esami clinici. Le Rosettes si rivelano provvidenziali
sia come conoscenza degli impervi luoghi in cui abitano le famiglie
dei nostri bambini, sia come intesa, ormai perfetta, con gli italiani.
1999
11 volontari del Gruppo sono nuovamente in Haiti per continuare
il lavoro sullo stampo del 1998.
Per la prima volta 6 volontari
"sbarcano" a Beira, in
Mozambico, presso la "Escola
Joao XXIII" dei Fratelli delle scuole Cristiane per avviare
le prime attività. Parte subito il progetto "Anangono"
("Bambini" in Portoghese). per aiutare, con l'adozione
a distanza, 101 bambini della scuola che versano in condizioni
molto precarie.
2000
L'Agosto 2000, ci vede, come al solito, con le valige della
speranza e della fiducia in DIO, partire per le “nostre terre”:
-10 "cristiani" sono in AYITI = PORT-de-PAIX = dove si dà inizio
ai lavori per il "CENTRO LASALLIANO DI ACCOGLIENZA" e si fa la
solita intelligente animazione con le “solite” centinaia di
BAMBINI;
-5 "cristiani" sono in MOZAMBICO-BEIRA, dove continua l'aiuto
scolastico, si fa po’ più convinta la collaborazione
ospedaliera e si portano in ITALIA altri 100 BAMBINI "adottandi"
(che, sommati ai 101 dell’anno scorso, fanno.... indovinate un
po’?!)…
-un gruppo dei nostri va a Pozo Colorado,
Paraguay,
chiamato dall’ex Vicario Generale dell’Istituto (Fratel Genaro),
ora Visitatore di quella Provincia Religiosa. Trovano una
scuola-convitto nel deserto del Chaco, alle prese con difficoltà
di ogni genere ed alla ricerca di aiuto per risolverle. Abbiamo
subito avviato un certo numero di adozioni a distanza per tentare
di risolvere le situazioni più “intricate”.
2001-2002
Nell’anno 2001 e nel seguente, 2002, ci siamo dedicati
completamente ai lavori per la costruzione del “Centro lasalliano
di accoglienza” ed alla verifica delle adozioni a distanza, in
collaborazione con le “Servantes Lasalliennes de Jesus” (“Rosettes”).
La nostra presenza a Port de Paix si è fatta più frequente per le
“discese” di verifica del lavoro: qualcuno di noi si offre per
vivere una settimana – dieci giorni a Port de Paix, ascoltare i
problemi, verificare l’andamento dei lavori, scattare fotografie
per documentarlo, aggiornare la situazione dei bambini adottati.
Abbiamo avuto la grande fortuna di annoverare altri preziosi
collaboratori “tecnici” nel progettista della casa (Paolo Ziglioli),
sua figlia (Silvia) e nell’équipe di muratori che ci hanno aiutati
ad impostare i lavori (Angelo, Tino, Luciano, Alfredo, Pino): una
vera e propria comunità cristiana solidale con Ayiti e con le sue
difficoltà, preoccupata di “inventare” un cammino per risolverle e
di insegnare a percorrerlo.
In Mozambico e
Paraguay abbiamo continuato a sviluppare il progetto delle
adozioni a distanza : presenze di quindici giorni, brevi, ma
indispensabili per garantire la continuità dei progetti. Inoltre,
grazie al nostro contributo ed ai fondi ecclesiali per la
chiesa africana, cui abbiamo avuto accesso grazie al dott.
Claudio Andreoli…, siamo riusciti a terminare il rifacimento
della Parrocchia di Manga, il quartiere in cui si trova di
Beira (Mozambico) e… attualmente è in corso un mini progetto per
garantire almeno un pasto giornaliero ad alcuni bambini della
scuola, totalmente sprovvisti di beni di sussistenza.
2003
La settimana di Pasqua vede una nutrita équipe di mastri
fac-totum di Caravaggio scendere in forze a Port de Paix in Haiti
per portare a termine l'esterno della "Casa di Accoglienza" per
bambini di strada : missione compiuta e adesso...si comincia con
le rifiniture ! In Agosto 6 intrepidi volontari sono ancora a Port
de Paix, tra cui il volontario Gianni Caltagirone impegnato a
predisporre la rete idraulica della Casa, e altri per i bambini
adottati a distanza in Italia (foto, notizie, animazione) operando
a stretto contatto con le Rosettes. Contemporaneamente 4
organizzatissimi nostri volontari sono a Beira per un lavoro
parallelo a quello haitiano per i bambini adottati. C'é con loro
anche la Dott.ssa Dina Bizzini che lavora 16 ore al giorno (!)
nell'ospedale locale con ottimi risultati.
...il lavoro continua.....