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(1651-1719)

LA STORIA

 

1991
Ad Agosto 12 volontari italiani vivono la prima esperienza in
Haiti. Nascono amicizie fortissime; per alcuni Port de Paix diviene "casa propria". Si impostano i primi micro-progetti.


1992 1993
Altre due esperienze in Haiti. Complessivamente 25 giovani fanno parte di questa "grande avventura". Diventa operativo il gruppo nella nostra realtà di volontariato italiana: si raccolgono fondi per microprogetti di sostegno alla scuola ed alle famiglie del quartiere di Fatima, in Port de Paix...
Uno di noi italiani, Alessandro de Marchi, si ferma per l'intero anno a Port de Paix. nel quartiere di Fatima: vive nella Comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane ed insegna nella scuola di Fatima.
1994
Colpo di Stato in Haiti. Non siamo potuti andare.
1995
Quarta Spedizione in Haiti. 9 volontari trascorrono l'Agosto all'Ecole Notre Dame de Fatima organizzando corsi di formazione per educatori giunti da centri di aggregazione di Port de Paix e città vicine, nonchè corsi di igiene e sui diritti dei bambini. La presenza del dottor Marco Murgo, di un'infermiera (Alessia Viganò) e di una fisioterapista (Giusy Ossoli) consente interventi medico-sanitari a favore dei bambini e delle loro famiglie.
1996
Per la prima volta partecipa una coppia di genitori: Annamaria e Vittorio Camurri portano il loro amore di papà e mamma ai bambini di strada di Port de Paix. I primi volontari sono accolti nelle case dei bimbi adottati a distanza dalle famiglie italiane: si vedono i primi frutti del progetto adozioni "Timoun yo" ("bambini" in creolo) e dell'attività delle "Rosettes", volontarie haitiane, dei confronti di 90 bambini.
1997

13 volontari "scendono" in Haiti per l'esperienza missionaria definita, all''unanimità, la più densa. la più faticosa, ma la più gratificante. Si incominciano a vedere i frutti pratici della collaborazione ITALIA-HAITI. I bambini mangiano una volta al giorno, le Rosettes sono sempre più impegnate nella loro opera sociale e... gli italiani sono trattati più come fratelli che come amici.
1998
6 volontari rivivono, sulla falsariga della precedente, la settima esperienza estiva: mentre 4 di loro animano tutti i giorni la massa dei bambini "adottati a distanza" (divenuti in due anni 150!), 2 badano esclusivamente alla loro parte sanitaria provvedendo ad accurati esami clinici. Le Rosettes si rivelano provvidenziali sia come conoscenza degli impervi luoghi in cui abitano le famiglie dei nostri bambini, sia come intesa, ormai perfetta, con gli italiani.
 

1999
11 volontari del Gruppo sono nuovamente in Haiti per continuare il lavoro sullo stampo del 1998.

Per la prima volta 6 volontari "sbarcano" a Beira, in Mozambico, presso la "Escola Joao XXIII" dei Fratelli delle scuole Cristiane per avviare le prime attività. Parte subito il progetto "Anangono" ("Bambini" in Portoghese). per aiutare, con l'adozione a distanza, 101 bambini della scuola che versano in condizioni molto precarie.

 

2000
L'Agosto 2000, ci vede, come al solito, con le valige della speranza e della fiducia in DIO, partire per le “nostre terre”:

-10 "cristiani" sono in AYITI = PORT-de-PAIX = dove si dà  inizio ai lavori per il "CENTRO LASALLIANO DI ACCOGLIENZA" e si fa la solita intelligente   animazione con le “solite” centinaia di BAMBINI;

-5 "cristiani"  sono  in MOZAMBICO-BEIRA, dove continua   l'aiuto scolastico, si   fa   po’ più  convinta la collaborazione ospedaliera e si portano in ITALIA altri 100 BAMBINI "adottandi" (che, sommati ai 101 dell’anno scorso, fanno.... indovinate un po’?!)…

 

-un gruppo dei nostri va a Pozo Colorado, Paraguay, chiamato dall’ex Vicario Generale dell’Istituto (Fratel Genaro), ora Visitatore di quella Provincia Religiosa. Trovano una scuola-convitto nel deserto del Chaco, alle prese con difficoltà di ogni genere ed alla ricerca di aiuto per risolverle. Abbiamo subito avviato un certo numero di adozioni a distanza per tentare di risolvere le situazioni più “intricate”.

 

2001-2002

Nell’anno 2001 e nel seguente, 2002, ci siamo dedicati completamente ai lavori per la costruzione del “Centro lasalliano di accoglienza” ed alla verifica delle adozioni a distanza, in collaborazione con le “Servantes Lasalliennes de Jesus” (“Rosettes”). La nostra presenza a Port de Paix si è fatta più frequente per le “discese” di verifica del lavoro: qualcuno di noi si offre per vivere una settimana – dieci giorni a Port de Paix, ascoltare i problemi, verificare l’andamento dei lavori, scattare fotografie per documentarlo, aggiornare la situazione dei bambini adottati.

Abbiamo avuto la grande fortuna di annoverare altri preziosi collaboratori “tecnici” nel progettista della casa (Paolo Ziglioli), sua figlia (Silvia) e nell’équipe di muratori che ci hanno aiutati ad impostare i lavori (Angelo, Tino, Luciano, Alfredo, Pino): una vera e propria comunità cristiana solidale con Ayiti e con le sue difficoltà, preoccupata di “inventare” un cammino per risolverle e di insegnare a percorrerlo.

In Mozambico e Paraguay abbiamo continuato a sviluppare il progetto delle adozioni a distanza : presenze di quindici giorni, brevi, ma indispensabili per garantire la continuità dei progetti. Inoltre, grazie al nostro contributo ed ai fondi ecclesiali per la chiesa africana, cui abbiamo avuto accesso grazie al dott. Claudio Andreoli…, siamo riusciti a terminare il rifacimento della Parrocchia di Manga, il quartiere in cui si trova di Beira (Mozambico) e… attualmente è in corso un mini progetto per garantire almeno un pasto giornaliero ad alcuni bambini della scuola, totalmente sprovvisti di beni di sussistenza.

 

2003
La settimana di Pasqua vede una nutrita équipe di mastri fac-totum di Caravaggio scendere in forze a Port de Paix in Haiti per portare a termine l'esterno della "Casa di Accoglienza" per bambini di strada : missione compiuta e adesso...si comincia con le rifiniture ! In Agosto 6 intrepidi volontari sono ancora a Port de Paix, tra cui il volontario Gianni Caltagirone impegnato a predisporre la rete idraulica della Casa, e altri per i bambini adottati a distanza in Italia (foto, notizie, animazione) operando a stretto contatto con le Rosettes. Contemporaneamente 4 organizzatissimi nostri volontari sono a Beira per un lavoro parallelo a quello haitiano per i bambini adottati. C'é con loro anche la Dott.ssa Dina Bizzini che lavora 16 ore al giorno (!) nell'ospedale locale con ottimi risultati.

 

...il lavoro continua.....